Non ti sveglierai più da questo Incubo...

Erys - Capitolo 4

Ero dormiente sul mio trono, con gli occhi serrati e indifferenti... Dormivo serenamente finché non mi svegliò quell'umana. -Che diamine vuoi, stupida?!- mi svegliai di scatto urlandole in faccia, l'espressione era talmente gelida che probabilmente si era pure spaventata.
Per via del sonno, non sentivo bene le sue parole, così mi alzai direttamente ordinando a Kira di non far entrare nessuno nel castello e a Nami di seguirmi senza pretese.
-Muoviti.- le ordinai strattonandola per il braccio. Dopo due lunghi minuti a subirmi domande come "Ma dove andiamo?" o "Dove mi stai portando?, arrivammo dinanzi ad una porta con il legno lavorato e fantasie piuttosto ambigue, ma a me piacevano.
-Dove ci troviamo?- chiese per l'ennesima volta la ragazza, così le aprii la porta e le mostrai il bagno con mosaici sul soffitto e nelle pareti, di un blu, azzurro e lilla piuttosto accesi e non erano ancora rovinati, per fortuna. -Un bagno! Ma allora c'è una stanza decente qui!- esclamò l'umana stupefatta, con gli occhi che le si illuminavano. Ma mi stava prendendo in giro o cosa? Un castello non poteva mica essere tutto malridotto, o almeno, il mio non era una catapecchia...
-Comunque non aspettarti di fare un bagno, sei qui solo per togliere via il sangue secco e disinfettare le ferite.- dopodiché uscii dal bagno ma Nami mi afferrò il polso, dicendomi:-D-Dove stai andando? Non voglio rimanere sola...- ma io, scrollando il braccio, mi liberai con la scusa che dovevo andare a prendere degli abiti, dato che i suoi erano ormai degli stracci.
 
Dopo aver preso dall'armadio un abito blu notte che arrivava sino alle ginocchia, mi guardai attorno. La testa iniziò a girarmi e caddi a terra senza un motivo valido. Non potevo avere né cali di pressione né carenza di potassio, o qualche altra cavolata simile...
La porta della mia camera si chiude di botto, il rumore dell'impatto rimbombava in tutta la stanza. In seguito, partì una musica macabra e inquietante: organo, pianoforte e violino. Quest'ultimo era il più "stonato" di tutti, ma faceva comunque... Paura.
-Io... Non ho mica paura...- feci una smorfia di sfida e mi guardai attorno, non si vedeva niente, tutto buio.
Subito dopo uno scricchiolio, un rumore di vetri rotti e una voce che rideva in modo anch'esso inquietante. -Chi sei e che vuoi?!- chiesi con tono talmente arrabbiato che, se potessi, avrei spaccato la Terra in due.
Cercai di alzarmi ma niente, ero troppo debole... Non ne capivo il motivo. -Dov'è Naaaami?- si udiva questa frase ogni volta che l'eco, nella camera, finiva.
Dopo un po' un altro scricchiolio e sbucò nell'angolo della stanza un cadavere appeso, come impiccato. -Ma che- mormorai fissandolo.
Aveva una veste bianca semplice e strappata, la pelle bianca con numerose rughe e i capelli neri e unti di sporco che gli cadevano sul viso. Non capivo nemmeno se era maschio o femmina...
-Prima non c'era...- mormorai nuovamente, sperando che sia solo la mia immaginazione.
-Nami, voglio il suo sangue. Il suo corpo. Voglio mangiarlo. Voglio... Gustarlo!- subito dopo quel corpo, che credevo stesse andando in putrefazione, si mosse saltandomi addosso.
La sua faccia era terribile pure per me: occhi sgranati e rossi, le guance scavate, rughe dappertutto e le labbra tremavano come una foglia, ma riusciva a scandire bene le parole.
-DAMMI L'UMANA!!!- iniziò a scuotermi e ad attaccarmi, ma non riuscivo a controbattere... Il sangue schizzava ovunque, mi aveva fatto più ferite di quelle che aveva Nami stessa...
La porta poi si aprì di scatto, era... Bryan con in braccio Nami?! "Se le ha fatto qualcosa giuro che lo uccido!
Cercai di allungare il braccio per prendere arco e freccia che erano posizionati poco più lontani di me, ma svenni senza emettere suono.
Non sapevo ciò che stava succedendo, né dov'ero io e in che situazione ero...
BRYAN VERSION
Erys era stesa a terra e Nami era ancora svenuta tra le mie braccia, ovviamente io dovevo fare il "cavaliere della situazione"....
Sospirai e poggiai l'umana sul letto della regina e saltai verso il fantasma/zombie, non si capiva nemmeno che cavolo era.
Lo presi per il collo e lo sbattei a muro, gli occhi si illuminarono e lo guardai male. -Nami è solo mia, non provare mai più a cercarla o ad attaccarla, stupido fantasma.- infine presi una freccia e gliela conficcai nella fronte con forza per poi buttarlo fuori dalla finestra. 
-Tsk...
 
 

 

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